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Ventuno racconti che spaziano dagli anni Venti a oggi, dalla perdita dell'innocenza al risveglio dell'America postproibizionista: un po' di noir, un po' di viaggio, per raccontare un Paese a volte tanto spietato quanto generoso. La straordinaria “commedia umana” di Gifford in questa raccolta spazia oltre i confini americani, ci conduce tra le strade assolate dell'Oriente, negli hotel di Parigi che l'autore ben conosce, nelle sere romane popolate di personaggi felliniani, surreali e quanto mai vivi come le gattare che si prendono cura dei randagi nei vicoli. Un Gifford, quello dei racconti, che travalica il suo ruolo di cantore dell'America e che si colloca perfettamente nella più consolidata tradizione europea degli "Hommes de Lettres". "Se i miei lettori incontrassero quelli di Gifford “Tra
gli scrittori americani contemporanei, Gifford è tra i non molti
che conoscono ancora la gioia di raccontare, e che continuano a stupirsi
di fronte all’assurdo della vita. Onirico e freddo, appassionato
e ironico, secco come Dashiell Hammett e bizzarro come David Lynch,
Gifford inventa storie dove personaggi duri e fragili, melodrammatici
e robotici, si commuovono ricordando un film di Ozu o vengono “sparati”
e uccisi con negli occhi un Peckinpah appena visto.” |
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