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Alexandra Fuller, figlia di agricoltori inglesi emigrati in Africa agli inizia degli anni Settanta, trascorre l’infanzia e la prima giovinezza nel cuore amaro dell'Africa, nella regione meravigliosa e crudele tra Zambia, Mozambico e Zimbabwe, in quella giungla africana, terra di leoni, leopardi, zanzare, febbri, ma anche di imboscate, guerre, mine antiuomo. Qui incontrerà K, un soldato sconfitto, un veterano dell'esercito della Rhodesia: uno dei tanti ragazzi bianchi allevati nell'odio e nel senso di superiorità e poi spediti a difendere quello che credevano il loro mondo con trenta chili di equipaggiamento sulle spalle e una paura da farsela sotto. Uno di quelli che Alexandra, ancora bambina, guardava sfilare accanto alla fattoria dei genitori e salutava festosa, con gli slogan dell'odioso potere segregazionista sulle labbra. È dall'incontro tra i due, dalla comune esperienza della guerra, che scaturisce l'urgenza di ripercorrere, insieme, i luoghi teatro del conflitto razziale. È dal bisogno di espiazione di chi ha seminato orrore e distruzione che nasce Il cuore amaro dell’Africa, insieme affascinante libro tra cronaca, memoir e reportage nell’Eden africano, dove l’autrice sa svelare nei dettagli i suoni, i profumi, i colori e le ferite di un continente attraverso villaggi che paiono spuntati all’improvviso, regioni di stupefacente bellezza dove ciò che è edificato dall’uomo appare per contro provvisorio, eretto sulle macerie con il pensiero già rivolto alla prossima catastrofe.
La Fuller ci porta per mano nell'inferno degli uomini come K, tra i demoni della loro memoria impastata di rabbia e rimorso e, con l’onestà dei grandi narratori, ci conduce lontano dagli stereotipi e dai luoghi comuni grazie alla sua scrittura lucida e per nulla sentimentale, ci sorprende, avvince, commuove. Perché, come scrive l’autrice, "chi come noi è cresciuto in guerra è un po’ come un tegame di coccio che è stato cotto in un forno troppo caldo: benché all’apparenza sia fatto come qualunque altro essere umano, in realtà dentro ha delle crepe letali che passerà tutta la vita a cercare disperatamente di rappezzare".
Il cuore amaro dell’Africa segna il ritorno di una grande autrice che, nel raccontare il suo intenso rapporto con un continente e il suo popolo, si rivela degna erede di Karen Blixen.

"Un libro bellissimo e indimenticabile che si inserisce perfettamente nella tradizione di Cuore di Tenebra."
–Alexander McCall Smith - autore de Le lacrime della giraffa.
eastend

 

ALEXANDRA FULLER
Il cuore amaro dell'Africa

Traduzione di Valeria Raimondi

MEMOIR

pp. 288


€ 16,00