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Se già nel titolo di questo libro si vuole rendere omaggio a Giorgio Scerbanenco, il più hardboiled degli scrittori italiani di polizieschi, Daniele Carozzi con questa sua raccolta di casi criminali ci offre, come si evince dall'introduzione di Rolando Di Bari, «una lunga sequenza di efferati delitti che per circa un secolo dall'Unità nazionale agli anni Ottanta insanguinarono la città di Milano. Delitti rapine, omicidi, stragi che godettero di vasta eco nell'intera Penisola e che per settimane, mesi, a volte anni, contribuirono a riempire le pagine dei giornali con cronache e resoconti preceduti da titoli sempre a caratteri cubitali.
Accompagnati da un ricco apparato iconografico, l'autore ha scelto nove episodi, tra i più famosi e i più crudeli solo uno di essi, la rapina di via Osoppo, risoltosi senza morti ammazzati , che, prendendo avvio dalla bieca figura del Boggia (l'ultimo impiccato della storia della giustizia italica), propongono, in una versione leggermente romanzata e arricchita dalla ricostruzione di situazioni, luoghi e protagonisti delle epoche considerate, traendone spunto da giornali, riviste e testi editi sull¹argomento, una galleria varia e diversificata di personaggi e figure che hanno animato la cronaca nera milanese.
È inevitabile porsi la domanda se sia il caso di riproporre alla memoria del pubblico queste antiche storie delittuose, quasi non bastasse il sangue che ogni giorno, ogni ora, ci viene proposto con frequenza inarrestabile, e in esponenziale aumento, dai mass media locali e nazionali (vedi per ultimo i casi di Cogne, Erba, Garlasco e Perugia). Tentiamo una risposta: anche questa è storia. Fare finta che non esista, cancellandola dai nostri ricordi, non è solo inutile. È ipocrita e fazioso. Nella migliore delle ipotesi, falso. L'esistenza umana, sfortunatamente, contempla anche il crimine».
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DANIELE CAROZZI
Non si ammazza solo
al sabato
Collana: nera, 1
pp. 200
€ 14,50 |
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