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da
"Rolling Stone"
Robert
Stone, americano: un poco beat, un filo paranoico.
Uno scrittore da (ri)scoprire
recensione
di Tommaso Pincio
Ha bazzicato la scena Beat, è
partito per la West Coast con Neal Cassady diventando membro dei
Merry Pranksters, la banda di mattacchioni hippy che girava l’America
su un autobus dipinto con motivi psichedelici. È stato in
Vietnam come giornalista di guerra.
Ken Kesey, quello di Qualcuno volò
sul nido del cuculo, lo ha definito un paranoico
di professione. Questo giusto per dare un’idea di cosa abbia
combinato nella vita Robert Stone.
La sua ultima fatica, Baia delle anime,
è il racconto di una dissoluzione morale. Michael Ahearn
è un uomo di mezza età e un rispettato professore
di letteratura di un piccolo college nel Midwest. Ha una moglie
adorabile e un figlio dodicenne. In apparenza non gli manca nulla,
ma nell’intimo è roso da un senso di indefinibile insoddisfazione.
Quando Michael si imbatte in una nuova insegnante, ne rimane irretito
e inizia con lei una relazione amorosa. Su invito della nuova fiamma,
Michael si reca in un’isola dei Caraibi dove la giovane donna
spera di rientrare in possesso della propria anima, a quanto pare
sottrattale da una divinità vudù.
Un memorabile viaggio nel cuore delle umane tenebre.
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