La scheda del libro
da "Brescia Oggi "
Un'America da brivido, entropica e greggia.
Dieci racconti struggenti che schioccano come colpi di frusta

Dieci racconti senza storia in progress, crude istantanee di un'umanità alla deriva, con personaggi inconclusi, marginali, colti nella loro quotidiano disperato e in bilico sulla criminalità comune, tra follia e suicidio, inettitudine e fallimento. E' un affresco inquietante di un'America dal "cuore selvaggio" lynchano, quella ci propone Tom Franklin, nuovo potente scrittore che ha più di un debito con Raymond Carver. Lo scenario è quello dell'Alabama, profondo Sud, terra "lussureggiante di vegetazione e traboccante di morte", wilderness claustrofobica, con i suoi paesi orizzontali, gli empori, i bar, i combattimenti di galli, la caccia al cervo, la pesca di frodo nei fiumi popolati da serpenti e coccodrilli. Un paesaggio contadino e primitivo, dal battito animale, sprofondato nella notte noir del senza tempo, dove il confine tra legge e fuori legge è labile, l'istinto un molla tesa per uccidere e il deserto sentimentale avanza sotto un cielo senza dio e di fronte ad una televisione che secerne soap opera come gas letale.
Dieci racconti struggenti che schioccano come colpi di frusta e ci portano dentro l'inferno delle periferie estreme, dove il lavoro è fatica alienante o non c'è, dove solo l'alcol può lenire la malattia di vivere e il sesso è battito animale senza gioia, quando va bene, quando non si porta dietro il dolore sordo e il peso delle bancherotte esistenziali. Dieci racconti che ci parlano dell'impossibilità di essere normali in un mondo qualunque fuori dal mondo in cui la natura è la prima ad essere eccessiva e letale. I protagonisti sono uomini del turno di notte, operai che fanno gli allibratori come secondo lavoro, dark lady che si prostituiscono ma sono pronte al colpo gobbo, sadici torturatori di gatti, poveri e ricchi accomunati dalla medesima miseria morale. Egualmente perdenti. L'unica uscita di sicurezza è la fuga, che rimane però rimane solo patetico sogno, perché le radici sono peggio di una prigione. Perché alla fine anche i bracconieri sono braccati e ognuno si aggrappa alla propria maledizione, che è tutto ciò che ha.
Tra i racconti, tutti belli, da segnalare lo straordinario "Piccoli segreti", in cui due giovani coppie stremate dal matrimonio si confidano vuoti ed impotenze reciproche. Scene di un matrimonio senza nessun pudore né pietà. E poi "Bracconieri" appunto, il più lungo e malinconico, una ballata cruenta, un giallo irrisolto di verità, ma gridato dal vero, tra guardiacaccia giustizieri e fratelli allo sbando sullo sfondo di intimità violate e infanzie derelitte.
E' un'America da brivido, entropica e greggia, quella che ci offre Franklin, autore caro a Philip Roth, sublimata da uno stile evocativo e visionario, ironico e malinconico. Come sempre è la scrittura che ci dà la salvezza e ci consola.