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A Mantova Baricco e Giordano... ma le nuove leve della letteratura italiana sono nell'antologia "Giovani Cosmetici" di Giulia Belloni
di Massimiliano Di Pasquale, Affari Italiani
“'Under 25' non è una semplice antologia di prose, ma un’inchiesta condotta con gli strumenti della narrazione sulla creatività della nuova generazione. In un certo senso il nostro progetto è sospeso fra una certa indagine di sociologia culturale e un’indagine propriamente e specificamente letteraria…"
Così Pier Vittorio Tondelli nell’articolo "Il blues dei ragazzi italiani" pubblicato sulla rivista Reporter nel febbraio 1986, in cui lo scrittore emiliano chiariva i contorni del Progetto Under 25. Sulla scia di Tondelli, a distanza di più di vent’anni,si colloca la meritevole opera di scouting di Giulia Belloni che ha recentemente dato alle stampe per i tipi di Sartorio l’antologia "Giovani Cosmetici".
Un lavoro, quello della Belloni, che è il risultato di un progetto di ricerca durato tre anni selezionando, tra una migliaia di racconti, diciotto episodi.
I metodi di raccolta, come spiega la stessa curatrice nella prefazione, “sono stati i più semplici, dall’invio di racconti ai miei indirizzo civico ed email, alle segnalazioni dei giornalisti e degli intellettuali italiani…, allo scrutinio dei concorsi letterari nazionali, e anche…, all’occasione, che come tutti sanno può portare con sé talvolta anche sorprese insperate”.
Rispetto ai criteri anagrafici utilizzati da Tondelli negli anni ’80, lo scouting sulla letteratura giovanile della Belloni deve fare i conti con una realtà socio-economica come quella odierna in cui, per tutta una serie di ragioni, l’età della giovinezza arriva a lambire i 40 anni.
Questo è un primo dato su cui occorre riflettere. Non foss’altro perché segnala un’anomalia rispetto a quanto succede non solo nel mondo delle lettere, ma in quello più vasto delle professioni, nel resto d’Europa.
Sul fronte tematico i diciotto racconti presentati fotografano un’Italia decisamente inquieta, a tratti inquietante.
La crudezza di certi episodi, davvero efficaci nel trasmettere il senso di estrema precarietà e di relativismo etico e morale dei nostri tempi, dice di un Paese attraversato da problemi di ordine sociale quali bullismo, immigrazione e povertà e da un generalizzato senso di confusione e di incertezza.
L’era post-ideologica conseguente al crollo delle grandi utopie politiche e sociali ha portato con sé tutta una serie di interrogativi irrisolti.
Un generalizzato senso di sradicamento è il filo rosso che accomuna un po’ tutti i racconti anche se i temi specifici degli scritti variano dalla prostituzione ai turbamenti dell’adolescenza.
Se gli under 25 degli anni ’80 furono definiti da Alberto Arbasino gli scrittori del vogliamo niente, gli under 40 selezionati dalla Belloni potremmo chiamarli gli scrittori della fine della speranza.
Racconti come "Carrozza non fumatori" in cui Lara Balleri attualizza la lezione del Tondelli di Postoristoro in chiave ancora più drammatica e Bambini di Matteo De Simone, livido ritratto di un rapporto masochistico di un’infanzia che ha perso davvero ogni innocenza, bene illustrano l’idea di un universo alienato e disperato.
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